COMUNITÀ PER L’ENERGIA E ENERGIA PER LE COMUNITÀ: I CITTADINI AL CENTRO DELLA TRANSIZIONE ALLE FONTI RINNOVABILI.
I cittadini possono giocare un ruolo cruciale nella transizione a un sistema energetico sostenibile attraverso il cambiamento dei propri modelli di consumo e il loro coinvolgimento come produttori di energia, individualmente e/o riuniti in collettivi.
Le recenti direttive eruopee Comunità Energetiche (2018/2001 e 2019/944) si innestano su un'antica tradizione italiana di cooperazione in campo energetico che fa del nostro paese un possibile frontrunner nella difussione di questi modelli alternativi e sostenibili di organizzazione della filiera energetica.
Il Dipartimento Culture, Politiche e Società dell'Università di Torino e il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino con il supporto di Nemo - Nuova Economia in Montagna propongono un’attività di condivisione e co-creazione di conoscenza con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto alle proprie responsabilità e opportunità.
Con il supporto del materiale informativo messo a disposzione del pubblico sul tema delle Comunità Energetiche, ricercatori dei due atenei saranno disponibili ad accompagnare i cittadini nell'esplorazione dei possibili modelli di aggregazione e coordinamento per potenziare il loro ruolo nel sistema energetico. Un semplice questionario sarà somministrato a chi volesse 'misurare' la sua cittadinanza energetica e aiutarci nelle nostre attività di ricerca.
Siamo fisicamente nella Corte del Castello del Valentino a Torino sabato 25 settembre dalle 10 alle 19.30
E qui trovate un pò di cose utili:
1. i poster dei nostri progetti e delle nostre ricerche
Università di Torino
Politecnico di Torino
2. due flyer informativi su aspetti tecnici, economici e sulla rilevanza sociale delle Comunità Energetiche
e il link al questionario (10 minuti non di più)
I cittadini possono giocare un ruolo cruciale nella transizione a un sistema energetico sostenibile attraverso il cambiamento dei propri modelli di consumo e il loro coinvolgimento come produttori di energia, individualmente e/o riuniti in collettivi.
Le recenti direttive eruopee Comunità Energetiche (2018/2001 e 2019/944) si innestano su un'antica tradizione italiana di cooperazione in campo energetico che fa del nostro paese un possibile frontrunner nella difussione di questi modelli alternativi e sostenibili di organizzazione della filiera energetica.
Il Dipartimento Culture, Politiche e Società dell'Università di Torino e il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino con il supporto di Nemo - Nuova Economia in Montagna propongono un’attività di condivisione e co-creazione di conoscenza con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto alle proprie responsabilità e opportunità.
Con il supporto del materiale informativo messo a disposzione del pubblico sul tema delle Comunità Energetiche, ricercatori dei due atenei saranno disponibili ad accompagnare i cittadini nell'esplorazione dei possibili modelli di aggregazione e coordinamento per potenziare il loro ruolo nel sistema energetico. Un semplice questionario sarà somministrato a chi volesse 'misurare' la sua cittadinanza energetica e aiutarci nelle nostre attività di ricerca.
Siamo fisicamente nella Corte del Castello del Valentino a Torino sabato 25 settembre dalle 10 alle 19.30
E qui trovate un pò di cose utili:
1. i poster dei nostri progetti e delle nostre ricerche
Università di Torino
Politecnico di Torino
- Le comunità energetiche montane.I casi studio di Champdepraz, La Salle e Venaus
- Energy communities in Piedmont Region. A case study in Scalenghe (TO)
- Energy communities in italian islands. The case study of Pantelleria (non ancora disponibile)
2. due flyer informativi su aspetti tecnici, economici e sulla rilevanza sociale delle Comunità Energetiche
- Politecnico di Torino - Comunità energetiche rinnovabili. Definizioni e contesto normativo
- Università di Torino - Comunità per l’energia ed energia per la comunità. La rilevanza sociale delle Comunità Energetiche (CE)
e il link al questionario (10 minuti non di più)